Tra parole e acqua

Intervista a Erri De Luca

«Per chi scrive storie all’asciutto della prosa, l’azzardo dei versi è il mare aperto… È che a cinquant’anni un uomo sente di doversi staccare dalla terraferma e andarsene al largo»

Comincia con questa dichiarazione la raccolta “Opera sull’acqua” di Erri De Luca

A vederlo è uno dei tanti volumi di Bianca, la collana storica che ospita le più celebri e singolari poesie pubblicate da Einaudi.
Una piccola, potente opera, che ci parla d’acqua. Acqua che viene plasmata nella penna dell’autore, per diventare metafora, allegoria, ricordo o sorgente preziosa di vita.
Acqua che viene dominata dall’uomo, acqua come ricerca e riaffiorare di nitidi ricordi.
Attraverso i versi di Erri De Luca, l’acqua si intreccia con la scrittura, in un flusso incessante continuo che ricorda il moto delle onde, lo scorrere di un fiume.

Abbiamo pensato di domandare direttamente a lui, attingendo proprio da queste pagine, quale fosse il suo rapporto con l’acqua, quale quello con la scrittura e non solo!

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Aprendo questo volume, Opera sull’acqua, della collana di poesia Bianca di Einaudi, la prima cosa che vi si trova non è una poesia, ma un appunto, più per se stesso che per i lettori: “Sfoglio il catalogo di questa collana di poesia e mi scuote un brivido: anch’io qui? È che a cinquant’anni un uomo sente di doversi staccare dalla sua terraferma e andarsene al largo. Per chi scrive storie all’asciutto della prosa, l’azzardo dei versi è mare aperto.”

Che cosa l’ha spinta, cosa è nato in lei, che le ha fatt…