Dati di fatto

Laboratorio a cura di Stefano Canali

I dati sono ovunque attorno a noi, sono sempre di più, hanno un ruolo sempre più importante dal punto di vista politico, scientifico, economico. Sembra che dei dati e della loro importanza parlino tutti.
Ma che cosa sono i dati?

Secondo una serie di ricerche di filosofia della scienza – nota come approccio relazionale – i dati sono entità relazionali che rappresentano la realtà diversamente a seconda di come li usiamo, i modi in cui li interpretiamo e i punti di vista da cui li osserviamo.

In questo senso i dati non sono rappresentazioni nette della realtà e gli stessi dati possono rappresentare e significare cose diverse.
Ad esempio, può capitare di riguardare le foto di una vecchia festa di compleanno per ricordarsi chi vi avesse partecipato, di che colore fossimo vestiti, quanto fosse grande la torta. Gli stessi oggetti (le foto delle festa) sono così fonti di informazioni diverse a seconda delle domande che abbiamo in mente (“quant’era grande la torta?” o “chi era presenta dei miei compagni di classe?”) e possono essere usati come insiemi di dati diversi a seconda degli usi che vogliamo farne.

I dati non sono oggetti grezzi, non parlano da soli, non sono specchi oggettivi e univoci della realtà – possono rappresentare la realtà, ma questo richiede interpretazione, cura, attenzione.

Che cosa c’è sotto una rappresentazione?

Questo laboratorio è un tentativo di esplorare i tanti significati che è possibile attribuire a un solo insieme di dati, a partire da una rappresentazione creata dai bambini e analizzata da vari punti di vista.

Se l’attività è proposta a un gruppo di bambini che si ha la fortuna di incontrare più di una volta, si chieda che, una volta tornati a casa, essa sia rappresentata attraverso un suono, che i bambini avranno la cura di scegliere e registrare.
In alternativa, se il laboratorio è proposto a un gruppo di bambini che si incontra una sola volta, si forniscano loro materiali di recupero con i quali, sul momento, dovranno rappresentare una festa di compleanno attraverso un collage.
Tanto la casa quanto la festa di compleanno sono “fenomeni” complessi, che sarà inevitabile rappresentare attraverso la scelta di un aspetto e la sua trasformazione in dati (il cigolio di un cassetto, la voce della mamma, il rintocco delle campane in lontananza, il brontolio della moka; la torta preferita, i giochi desiderati, i palloncini) che si ritengono fondamentali dal proprio punto di vista. Insomma, nel tentativo di rappresentare la propria casa o una festa di compleanno, ogni partecipante al laboratorio sarà portato a domandarsi: che cos’è (per me) casa? Che cos’è (per me) una festa di compleanno?

Il laboratorio

A rappresentazioni ultimate, si ascolteranno le tracce audio registrate dai bambini o si osserveranno i loro collage.
Ognuno dovrà motivare la propria rappresentazione: perché questo suono rappresenta la tua casa? Perché hai scelto di rappresentare così una festa di compleanno? In che modo lo fa?

Si chiederà poi a tutti i bambini se i suoni che hanno ascoltato e le raffigurazioni che hanno osservato sono in grado di rappresentare anche qualcos’altro: quali altre informazioni potrebbero darci?
In effetti, il suono della macchina del caffè potrebbe essere un insieme di dati che rappresenta la propria casa per alcuni, mentre per altri potrebbe rappresentare l’ora della colazione, per altri ancora un profumo forte e amaro. La torta rappresentata durante il laboratorio è un insieme di dati che potrebbe essere usato per rappresentare il ricordo di una bella festa passata, ma anche il gusto favorito e da tempo desiderato, o, in un altro senso, la gioia di divertirsi con i propri amici.

Infine, che cosa succede mettendo insieme tutti questi dati diversi? Unendo le diverse rappresentazioni, come possiamo rispondere alla domanda: “che cos’è casa?” o “che cos’è una festa di compleanno?”? Quali concetti, quali idee emergono dall’integrazione di tanti dati diversi riguardanti la stessa cosa?
Ogni suono/oggetto sarà a suo modo singolare, una rappresentazione di un momento preciso: è possibile compararlo ad altri? Si possono far parlare insieme dati diversi per dirci qualcosa di una cosa singola?

Stefano Canali è un ricercatore di filosofia della scienza, con particolari interessi nella filosofia della medicina e della tecnologia. Lavora presso il Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, dove si occupa di un progetto sull’impatto epistemico ed etico-sociale di dispositivi indossabili (wearables) nell’ambito della salute. Stefano ha conseguito un dottorato di ricerca in filosofia alla graduate school Integrating the Ethics and Epistemology of Scientific Research della Leibniz Universität Hannover. In precedenza ha studiato filosofia e sociologia della scienza al Science and Technology Studies Department di University College London e Filosofia al Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.