Oltre il bosco

Laboratorio a cura di Elena Turetti

Oltre il bosco è uno scrigno, un piccolo progetto editoriale che racconta e raccoglie le prove e le scoperte fatte nel bosco da un gruppo di educatori e insegnanti e dai loro studenti lungo un anno di lavoro in Valle Camonica, in provincia di Brescia. Un anno di sperimentazione su sé e di sé nel bosco, all’insaputa di quel che verrà dopo e di quel che sarà.

Ai blocchi di partenza

All’inizio la pensavamo così:

  • gli abitanti del bosco, gli alberi, le piante non ci somigliano: sono creature altere;
  • il tempo naturale del bosco non ha bisogno di convenzioni, scorre, ci attraversa, ci trasforma;
  • il bosco cambia continuamente e non sappiamo riconoscere la gran parte delle cose che vi succedono;
  • nel bosco si sta, il bosco è tutto attorno, e noi siamo dentro.

Procediamo mossi dall’intenzione di condurre delle prove di prossimità nel bosco, di vicinanza agli alberi, sinceramente fiduciosi che costruire una relazione solida e rinnovabile con il mondo naturale sia un bisogno primario.

Un primo incipit

Domande ai ragazzi

Dapprima invitiamo i ragazzi a porsi queste domande:

  • Come posso disegnare me che guardo il bosco?
  • Come posso disegnare il bosco che mi guarda?
  • Come posso disegnarmi immerso nel bosco?

E poi, dopo un lungo stare nel bosco, in compagnia del bosco e di noi stessi:

  • Dove mi sento sicuro?
  • Dove mi ritrovo?

Oltre il bosco è un progetto sviluppato in Valle Camonica con le cooperative sociali Il Cardo, Azzurra e Arcobaleno. Oggi è anche un progetto editoriale che raccoglie e sintetizza l’attitudine ricercata attraverso un piccolo kit che riunisce: gli strumenti usati nei laboratori, le domande poste ai bambini e evocate dagli stessi, gli albi illustrati raccolti e usati, le attività realizzate. Quattro card dedicate agli strumenti usati, cinque card dedicate a dieci diverse attività laboratoriali applicabili a gruppi diversi e una card dedicata alle domande a cui abbiamo cercato di dare una risposta. Combinando strumenti e domande, domande e albi, albi e attività si possono costruire in maniera autonoma tanti percorsi diversi di esplorazione del sé nel bosco. Questo piccolo progetto editoriale vuol essere uno strumento di lavoro per insegnanti ed educatori e tutti coloro che si pongono in una relazione di educazione, cura e assistenza verso il minore o la persona con disabilità. Può
essere usato nelle scuole, nei servizi all’infanzia, nei tempi scuola e doposcuola, nei campi estivi, nei centri aggregativi. Nei progetti di cura del bambino con bisogni educativi speciali, nei progetti di cura della persona con disabilità, nei progetti di educazione ambientale, nei progetti di formazione insegnanti, educatori e bibliotecari. In questo senso può essere usato da un educatore verso un minore, da un educatore verso una persona con disabilità, da un educatore verso un adulto, da un educatore verso altri educatori.


Elena Turetti: Dopo una lunga esperienza come docente, mi occupo di progettazione in ambito culturale dal 2009. Negli anni ho maturato una buona esperienza nella costruzione di partnership pubbliche e private, nel coinvolgimento delle scuole di ogni ordine e grado, dei musei, delle biblioteche attorno a bisogni educativi comuni, con particolare attenzione alla costruzione di comunità educanti, alla cittadinanza attiva di bambini e ragazzi, alla diversità come risorsa.
La volontà di spingere la sperimentazione sempre un po’ oltre, provare nuove strade per fare educazione e nuovi modi per costruire cortocircuiti tra i contenuti  e le modalità di apprendimento, lavorando sempre e comunque in équipe multidisciplinari, connota e qualifica il mio modo di lavorare.
Ho lavorato principalmente in contesti alpini e prealpini, con un occhio di riguardo alle esperienze di altri gruppi di ricerca attorno all’apprendere facendo e all’apprendere dall’errore, in contesti formali e informali.
Dedico una porzione cospicua del mio tempo alla sviluppo di progetti educativi dedicati alla lettura, alla letteratura illustrata, all’illustrazione in tutte le sue forme come possibile canale di espressione autonoma per adulti e bambini. Considero l’educazione uno dei principali strumenti critici a mia disposizione, che mi consente di guardare avanti e anzitempo ai cambiamenti della società civile e del suo rapporto con il paesaggio.
A tal scopo nel 2017 ho creato SPICCA un laboratorio permanente dedicato alla concezione e sperimentazione di progetti di educazione.