Per di là

Intervista a Charles Fréger

Ci sono viaggi che, più di altri, sono animati dal desiderio di scoprire e viaggiatori che, più di altri, vogliono annotare tutto ciò che li colpisce. Oggi, in particolare, sono tanti coloro che percorrono sentieri e attraversano confini immortalando quante più immagini possibile grazie alla fotografia, ma per alcuni la passione è tale da tramutarsi nell’obiettivo di una vita. In questi casi si rende necessaria una severa selezione, una scelta del soggetto che, in vario modo, sarà protagonista di ogni inquadratura.
Charles Fréger, viaggiando, rivolge il suo sguardo fotografico sugli elementi in comune: caratteri che rendono visibili le collettività.


Hai girato tutto il mondo e hai raccontato la vita di numerosi popoli, all’apparenza molto diversi. C’è qualcosa che è sempre presente e in qualche modo li (o, forse, ci) accomuna tutti?

Sin dall’inizio del mio lavoro da fotografo, sono stato interessato a documentare la vita di piccole e grandi comunità. Forse risponderò in modo semplice e basilare, ma per comunità intendo gruppi che hanno qualcosa in comune e che, per questo motivo, si ritrovano e trascorrono tempo insieme. Le comunità non sono solo costituite da persone che vivono in uno stesso luogo: possono essere semplicemente dei gruppi, come squadre sportive, club, scuole, eserciti, o individui che periodicamente e per diverse ragioni si incontrano on line. Per essere parte di una comunità, ogni componente deve rinunciare a un pezzetto della propria identità personale e fare proprio qualcosa dell’identità del gruppo: saranno queste le caratteristiche comuni che identificheranno una data comunità.
In che cosa consistono queste caratteristiche? Possono riguardare diversi aspetti: dal modo di vestire dei singoli appartenenti al gruppo (si pensi alle uniformi tipiche di un esercito o agli indumenti dei giocatori di una squadr…