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Spazio teatro

Teatrografia a cura di Judith Annoni

C’è il teatro come lo conosciamo: palcoscenico, sipario, platea. È una scatola magica dove, il più delle volte, è necessario un velo sottile (la cosiddetta quarta parete) che separi il mondo della fantasia dai corpi degli osservatori.

C’è un altro teatro, invece, che ha scelto di uscire dai bordi, che s’infiltra fra le persone senza distinguere gli attori e attrici dagli spettatori e spettatrici. Quest’ultimo avviene per strada, oppure in un parco, o a volte anche in grandi stanze dove c’è abbastanza spazio orizzontale per raccogliere tutti. È un teatro che è un gioco serio, nel quale l’altro è vicino, pari, prossimo.
Di questo teatro scelgo di raccontarvi alcuni esempi.

Stormo® di Effetto Larsen

È un progetto che fa emergere chiaramente l’idea di “teatro” come spazio condiviso, intriso di connessioni e al tempo stesso protetto e regolato con cura.
Il progetto ha diverse declinazioni, ma nella maggior parte dei casi il momento performativo è preceduto da un workshop durante il quale vengono create le condizioni per sperimentare fra partecipanti e conduttori una modalità di ascolto sottile, affidato alla relazioni fra i corpi. L’obiettivo è far emergere l’intelligenza collettiva del gruppo, e usarla per prendere decisioni immediate per muoversi nello spazio …