Stacce dentro

A cura di Pietro Corraini, Flavio Pintarelli e Ilaria Rodella

Liu Cixin nel romanzo di fantascienza “La materia del cosmo” inventa una razza avanzatissima di freddi e calcolatori alieni che combattono gli avversari annichilendo una dimensione dello spazio in cui vivono; attaccati da una simile arma ci troveremmo ad abitare, al posto dello spazio a tre dimensioni che viviamo quotidianamente, uno spazio bidimensionale, schiacciati solo su larghezza e lunghezza senza più poter vedere o percepire la profondità.

Nel romanzo del 1884 Flatlandia[1] descrive un mondo fatto proprio così: a due dimensioni, dove abitano forme geometriche che si possono vedere solo di lato (lì andava di gran moda dipingere proprio i lati).

Ad un tratto in questo mondo tridimensionale appare una sfera (tridimensionale) che gli abitanti possono vedere solo come fosse un cerchio.