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Tipografie

Laboratorio a cura di Elena Turetti

Siamo partite dall’inizio, abbiamo messo in discussione tutto, e ci siamo fermate ad ogni passo.
Ci ha guidato la volontà di non dare per scontato quel che facciamo ogni giorno, usare e mettere al mondo parole, dette, scritte e lette.
Abbiamo cercato uno spazio in cui queste tre movenze, molto umane – dire, scrivere, leggere – potessero essere osservate in ogni loro parte. 
Sono azioni – dire, scrivere, leggere – che hanno un che di familiare, di abitudinario, di usuale e che fanno sembrare la parola una materia docile. 
Docile, ma non per questo innocua. 
Ci ha guidato la fiducia che disegnarci su misura le parole come gli abiti sarebbe stato bello e divertente.
Abbiamo così messo sul tavolo tutto quanto (o quasi) sta tra noi e la volontà di dire, scrivere e leggere una parola. 

L’alfabeto

L’alfabeto è una tecnologia spaziale, visiva, riproducibile, standard.

Le Lettere

Le lettere stanno in uno spazio continuo e connesso che presuppone un incedere e una direzione, quelli della scrittura e della lettura. 
Le lettere sono innanzitutto una traccia, un’impronta. 
L’impronta è fisica, è un’impressione, leggera o pesante, definitiva o cancellabile.
In un museo tipografico, le parole sono prima cose che stanno in mano, di legno o ghisa, e poi tracce.
La lettera è una traccia che posso vedere o posso leggere.
Se la leggo, è un codice pieno di regole.
Se la vedo e basta, la dise…