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Tu chi sei?
Piacere, mi presento!

A cura dei Ludosofici

Siete al parco o a casa di amici. Incontrate un gruppo di nuovi bambini e vi presentate. Che cosa fate? Dite il vostro nome, vi stringete la mano e, di sicuro, vi guardate in faccia. Perché vi soffermate proprio sul viso e non sui piedi o l’ombelico? 

C’è un filosofo, Emmanuel Lévinas, che dice che guardare il volto di un’altra persona è come aprire la porta di una nuova casa e varcarne la soglia. In effetti, il viso di qualcuno può già raccontarci tanto della sua storia personale. E, soprattutto, è dal volto, e non da un piede o un ombelico, che siamo in grado di riconoscere qualcuno. 

Che cosa si può capire, però, dal viso di una persona?
Ci sono i suoi tratti somatici: la forma del suo naso, il colore dei suoi occhi sono dettagli che distinguiamo chiaramente. Poi, guardando magari un qualsiasi ritratto, fotografico o dipinto, potremmo intuire la professione del personaggio che abbiamo di fronte agli occhi: se è tutto truccato e perfettamente pettinato, potremmo pensare che lavori nel mondo dello spettacolo, perché apparire bello è parte integrante del suo lavoro; se por…