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Ciao! Questa è FarFarFare, la newsletter che ogni mese sceglie un tema e di settimana in settimana lo esplora attraverso laboratori, attività e tanti materiali che potrai usare a tuo piacimento.

Su di sé

Articolo a cura di Riham Farahoui

Ciak, si cambia!

Filmografia a cura del Dipartimento Educativo di Cinecittà si Mostra

E un po’ di cose curiose che abbiamo selezionato su internet

 

Un essere umano può cambiare in ogni momento, perché è tipico dell’esistenza essere costellata da eventi che non si fanno alcuno scrupolo a investire il flusso indisturbato di una vita. Si dice che, andando in là con gli anni, si tende a perdere duttilità ed elasticità, a irrigidirsi, a fermarsi, gelosi e nostalgici, sui confini del proprio passato; ma, posto che sia vero, non è anche questo ritrarsi e immobilizzarsi una forma di cambiamento?

Il divenire diversi da sé è un processo da cui nessuno è mai immune. Ma allora perché sembriamo tanto affascinati dal cambiamento che interessa gli esseri umani più giovani? Da un punto di vista fisico, non sono certo gli unici a trasformarsi, e lo stesso si potrebbe dire in merito alla personalità. Tuttavia, sembra che solo per loro cambiare possa voler dire “decidere”.

Su di sé

Articolo a cura di Riham Farahoui

Riham è una ragazza di 16 anni, che abbiamo conosciuto grazie al progetto QuBì Teens. È lei a raccontarci che cosa significhi cambiare alla sua età: progettare, sognare, correggere il tiro, prendere in mano, con determinazione, le proprie possibilità. Semplicemente, vivere.

Avere di fronte a sé un futuro tutto da scrivere è una sensazione inebriante, che però, al tempo stesso, può rivelarsi spaventosa. Il desiderio di realizzare le proprie ambizioni, la curiosità di scoprire che cosa si diventerà, gli incontri e le esperienze che si faranno, sono elementi che fanno venire voglia di spingere sull’acceleratore, di tuffarsi ad ali spiegate nel vuoto che attende. D’altra parte, c’è la paura, il timore di non essere all’altezza, di fare la scelta sbagliata, di mancare della consapevolezza necessaria ad annullare la possibilità di eventuali rimorsi o rimpianti.

Così, proprio nel momento in cui la vita si presenta come la massima espressione di libertà, può capitare di sentirsi costretti dalla scadenza di una consegna, come se il film che parla di noi dovesse essere pronto all’istante, non più passibile di revisione.


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Ciak, si cambia!

Filmografia a cura del Dipartimento Educativo di Cinecittà si Mostra

Alla musica piace cambiare le cose, che siano piccoli atomi sonori o porzioni di vita ancora da vivere. La musica ama i cambiamenti che fa, così come quelli che osserva: li registra, ne trae ispirazione. Li racconta, li riproduce.


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A noi cambiare può fare molta paura. L’idea di perdere chi eravamo e di non sapere cosa diventeremo ci fa barcollare, privi di identità. Ed è proprio quando questa sensazione prende il sopravvento che dobbiamo far finta di essere musica, ricordarci che siamo natura: solo così ci divertiremo a variare su un tema che può mutare tanto da diventare invisibile, ma non può scomparire, perché senza di lui non saremmo noi stessi, ma non potremmo neppure cambiare.


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Il cambiamento ci riguarda da più punti di vista: come soggetti mutevoli, che cambiano nel corso del tempo e attraverso le esperienze che vivono; in qualità di agenti, che hanno il potere di cambiare le cose. Change.org è una piattaforma che si ispira proprio a questo secondo aspetto: se qualcosa non ci va giù, siamo noi che dobbiamo intervenire.


Quando incontra il mondo che ci circonda, il cambiamento sceglie di rivoluzionare ciò che trova o di adattarsi all’ambiente che lo accoglie. È questo il caso dell’evoluzione, tratto comune a tutte le specie animali. Come esempio, il National Geographic sceglie il mondo dei rettili, viaggiando dal lontano tempo dei dinosauri a quello più contemporaneo delle lucertole che osserviamo anche noi.