Ciao! Questa è FarFarFare, la newsletter che ogni mese sceglie un tema e di settimana in settimana lo esplora attraverso laboratori, attività e tanti materiali che potrai usare a tuo piacimento. 

Conti che contano

Intervista a Donata Columbro

Dati di fatto

Laboratorio a cura di Stefano Canali

Libri su-dati

Bibliografia a cura della redazione di FarFarFare

e un po’ di cose curiose che abbiamo selezionato su internet!

Tutti i racconti affondano le proprie radici nella realtà. Tutti, anche quelli che, esibendo tratti fantastici e del tutto inverosimili, si rifiutano di ammetterlo o si divertono a nasconderlo. Per quanto tra i fili che ne compongono la trama non sia più visibile nemmeno un barlume della realtà che ci circonda, un racconto deve riconoscere che il punto di partenza da cui ha spiccato il volo e a cui ora guarda da distanze siderali era il mondo abitato, osservato, interrogato, temuto, deriso, criticato e, infine, trasformato dal suo autore. Allo stesso tempo, mentre viaggia sulle ali dell’immaginazione, non può ignorare la sua più concreta e terrena parentela con gesti inevitabili: senza la danza di una penna, la pressione delle dita sui tasti di un pc o corde vocali disposte a sopportare la sete e la fatica pur di vibrare fino in fondo, un racconto non potrebbe neppure cominciare.

Fortunatamente, qualche volta la vanesia cede il passo all’umiltà e il forte legame con la realtà non è considerato un vincolo da cui liberarsi, ma un onore del quale andare fieri. Racconti simili guardano alla realtà da cui provengono come a una dea da venerare e talvolta, nel rifletterla, si sentono uno specchio rotto, incapace di restituire un’immagine fedele. Si disperano nella ricerca di parole che calzino a pennello e che non dicano né più né meno di quello che c’è, ma in cuor loro tremano all’idea che ogni traduzione sia già un modo di tradire. Se potessero, se la loro natura glielo consentisse, si farebbero da parte, ma sono condannati all’infinita tentazione e al perenne tentativo di descrivere e rappresentare, di osservare e scegliere, raccogliere dettagli, evidenziare aspetti, di spiegare e fare ordine, con l’amaro risultato di sentirsi inadeguati.

I racconti più fedeli alla realtà vivono nel terrore di combinare guai: in virtù del loro desiderio irresistibile, finiscono per aggredire l’oggetto della loro adorazione facendolo a brandelli, piccoli, parziali, ma per questo di gran lunga più gestibili; sicuri di poterli tenere tra le mani, raccolgono i pezzetti e li analizzano; riconoscono somiglianze, individuano straordinarietà; confrontano, sommano, separano e azzardano combinazioni; ne scelgono uno solo o ne prendono un mucchietto che in qualche modo attira l’attenzione e contano e raccontano con numeri e parole. 

Infine, sono pronti a consegnare i risultati della loro operazione: cifre, grafici, disegni, foto, registrazioni o testi che, per quanto spezzettata, vorrebbero dare un’idea della realtà. E, sperando di non averla fatta troppo grossa, si rimettono agli occhi di chi li guarderà: sapranno ricomporre tutti i pezzi? Saranno disposti a rileggere lo stesso racconto più di una volta? Avranno il coraggio di scorgervi significati diversi da quelli che vi vogliono vedere a tutti i costi? Avranno la pazienza di ascoltare occhi che indossano punti di vista differenti?

Avolte sarà più facile, altre molto meno. Comunque vada, i racconti più fedeli continueranno a dare informazioni e faranno il possibile per ricordare che c’è qualcosa sotto, verso cui scavare e da indagare, perché non è un imbroglio, ma è altrettanto misterioso: è la realtà dei fatti che viviamo tutti noi. 

Cosa c’è sotto un racconto? Di qualunque natura esso sia.
Punto di vista che si somma: complessità data da un continuo raccontare. 

Conti che contano

Intervista a Donata Columbro

Che cosa sono i dati? Chi può raccoglierli? E, soprattutto, chi ha interesse nel farlo? È importante saperli leggere? Diversamente da quanto si potrebbe pensare, i dati non vanno d’accordo solo con chi si occupa di tecnologia e statistica, ma riguardano molto da vicino tutti noi.

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Laboratorio

Dati di fatto

Laboratorio a cura di Stefano Canali

Ci sono tesori che assumono le sembianze di animali: si stagliano sui muri o entro le cornici, colorandosi delle tinte più accese o nascondendosi tra impercettibili dettagli. Quali storie, però, si nascondono dietro quelle raffigurazioni? Non resta che trovarle, ovunque si trovino, e provare a interpretarle alla luce di un antico e nuovo linguaggio. 

Libri su-dati

Bibliografia a cura della redazione di FarFarFare

Di dati si parla ormai dappertutto e, si sa, più qualcosa è sulla bocca di tutti, più un libro deve fare la fatica di offrire spiegazioni valide e affidabili, deve sforzarsi di farsi strada attraverso il chiacchiericcio per portare un po’ di chiarezza laddove c’è una gran confusione. Alcuni, per quanto sudati ed esausti, arrivano vittoriosi al traguardo e possono dire di avercela fatta!

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 I dati sono uno strumento che ci permette di scoprire e capire il mondo che ci circonda. Solo, però, se li sappiamo usare… È bene allenarsi fin da bambini e dunque ecco qualche divertente attività per entrare in confidenza con i dati!  

Quando vuole narrare una storia, un racconto si prodiga alla ricerca degli elementi migliori per mostrarla. Sceglie, conta e dispone i punti che non possono mancare; li trasforma in parole, immagini o… simboli che, essenziali, riproducono la trama lasciando spazio all’immaginazione.

Anche i numeri fanno parte del nostro modo di relazionarci alla realtà: sembrano astratti, ma cosa accadrebbe se, all’improvviso, non potessimo contare? Questo gioco permette di acquisire dimestichezza tanto col mondo dei numeri quanto con quello, più visibile, dei grafici: non appare tutto molto più chiaro?