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Ciao! Questa è FarFarFare, la newsletter che ogni mese sceglie un tema e di settimana in settimana lo esplora attraverso laboratori, attività e tanti materiali che potrai usare a tuo piacimento.

Nascere imparando

intervista alle maestre Antonella Capettied Erika Ripamonti

Come nasce un’idea

laboratorio a cura dei Ludosofici

Venire alla luce

playlist a cura di Vittorio Cosma musicistadei Deproducers

e un po’ di cose curiose che abbiamo selezionato su internet!

Nascere è entrare in relazione con il mondo, con ciò che ci circonda e con noi stessi. È ciò che accade quando veniamo alla luce, ma anche tutte le volte che riusciamo a guardarci intorno con occhi diversi, arricchiti da un nuovo sapere, dal divampare lento o repentino di una passione o da un’emozione prima mai sentita, che piano piano si fa strada, rivelandosi e sorprendendo. 

Ogni volta che impariamo qualcosa, di qualunque genere sia, è come se nascessimo di nuovo, se venissimo al mondo ancora e ancora, in un processo potenzialmente infinito, che può durare per tutta la vita così come arrestarsi d’un tratto, svanendo nel nulla.

Da che cosa dipende questo duplice e antitetico destino?

Il caso esiste ed è inutile negarlo. Poi, però, ci siamo noi e le nostre scelte, che determinano gran parte dell’esito finale. Se si sbircia sul vocabolario, im-parare letteralmente vuol dire “procacciarsi”: è un tipo nascita che non ci capita, ma, al contrario, che va cercata e che dobbiamo saper volere. 

Nascere continuamente, aprendosi alla complessità del mondo e di se stessi, non provocherà sempre sorrisi, ma anche lacrime, incertezze: farà credere di essere estremamente vulnerabili, quando invece non si è mai stati così forti, così liberi; così pieni di opportunità. Ecco perché dobbiamo riconoscere il valore di un simile processo e fare di tutto perché non si esaurisca. Dobbiamo comprenderlo fin da bambini, sperando di avere accanto a noi qualcuno che sappia anche solo mostrare il giusto atteggiamento: la curiosità, la meraviglia, il coraggio e l’entusiasmo sono tutto ciò che dobbiamo vedere perché i nostri occhi sappiano spalancarsi ogni volta sempre di più.


Nascere imparando

La lettura e la musica uniscono in sé capacità e passione. È possibile, e, se sì, come, favorire la nascita dell’uno e dell’altra? Per saperne di più abbiamo intervistato due insegnanti: una maestra amante della lettura e una maestra innamorata del suo strumento musicale.

Come nasce un’idea?

a cura dei Ludosofici

Da dove vengono le nostre idee? Abitano la nostra mente da sempre o vi sono arrivate poco alla volta, grazie alla nostra esperienza? Esistono idee solitarie oppure non riescono a fare a meno l’una dell’altra, anche, e soprattutto, quando a proporle sono menti diverse? Questo è il laboratorio… ideale per provare a rispondere a queste domande!

Venire alla luce

La nascita è un momento sfumato, una porta che si schiude lasciando filtrare via via sempre più luce. Questa selezione di brani musicali vuole raccontare la nascita così: come il passaggio dal buio che ottunde alla luminosa verità del mondo. 

Alberto Manzi è il noto maestro che insegnò a leggere e a scrivere a moltissimi italiani. Fu maestro di donne e uomini, di bambini, di adulti e di anziani. Insegnò in presenza e a distanza, in classe, nelle carceri e attraverso la tecnologia allora più incredibile: la televisione. Incoraggiò il desiderio di imparare, adattando il suo approccio al pubblico, al luogo e al mezzo che di volta in volta incontrava.

La Luna è un cortometraggio che racconta il tentativo di un bambino di imparare un mestiere. Accompagnato a scoprire la tradizionale occupazione di famiglia dal nonno e dal papà, il protagonista cercherà prima di imitarli, ma, confuso nel vedere esempi tra loro incompatibili, si convince di dover trovare la propria strada: nasce in lui un’idea, che prende spunto dai familiari, ma anche, e soprattutto, dalla realtà che lo circonda. Nel cortometraggio il bambino trova casualmente la libertà di escogitare una soluzione tutta sua: noi, in quanto educatori, siamo attenti a rispettare questo vuoto?  

Siamo abituati a pensare che l’arte susciti in noi delle emozioni. A volte il suo impatto è prorompente, sconvolge e turba il nostro animo; altre volte, invece, aiuta la realtà, confondendosi e integrandosi con essa, a far nascere in noi sentimenti più semplici, ma che, proprio per questo, si rischia di trascurare. Quest’opera di Alberto Garuttiper esempio, cerca di ricordare quanto dovremmo gioire per la nascita di un bimbo che va ad arricchire la nostra comunità. Quali azioni potrebbero contribuire a ridare luce a emozioni altrimenti sbiadite?