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Ciao! Questa è FarFarFare, la newsletter che ogni mese sceglie un tema e di settimana in settimana lo esplora attraverso laboratori, attività e tanti materiali che potrai usare a tuo piacimento. 

In questo numero

Arie da leggere

bibliografia a cura di Ópla

Puoi volar…

laboratorio a cura di Sarah Cheveau

Non darti troppe arie!

Podcast a cura di Danilo Faravelli – letto da Costanza Faravelli 

e un po’ di cose curiose che abbiamo selezionato su internet!

Alcune creature mitologiche godono di particolare fortuna: concepite per la prima volta da menti attive innumerevoli anni fa, riescono a farsi strada seducendo l’immaginazione delle generazioni successive e, se la sorte è davvero benevola, approdano nel tempo presente con il permesso di suggerire nuovi racconti.

Questo è quanto è capitato alle sirene, che il tempo inesorabile ha risparmiato, ma non ha resistito a trasformare: umane solo per metà, il loro aspetto le ha rese parenti prima degli uccelli e poi dei pesci, mentre il carattere ne ha fatto ora perfette antagoniste ora protagoniste ingenue, vittime di un’eccessiva, giovanissima e del tutto comprensibile curiosità. Solo il canto è rimasto immutato: ogni sirena, nel bene e nel male, è sempre stata e sempre sarà capace di rapire, con perfidia o con dolcezza, gli animi di coloro che raggiungerà con la sua voce melodiosa.

Oggi ci è difficile immaginare una sirena dotata di zampe e ali degne di un rapace, ma forse è a questa prima raffigurazione che dobbiamo la sua caratteristica più nota e duratura: gli uccelli, librandosi nel cielo o gonfiando il petto in equilibrio su un ramo o su uno scoglio, cantano e, con naturalezza, regalano all’aria i loro vocalizzi. Non c’è da stupirsi se a volte li si accusa di strillare o starnazzare: è l’invidia umana, insofferente verso un’intonazione perfetta e ottenuta senza il minimo sforzo da parte di una specie che, come se non bastasse, è anche in grado di volare.

Gli uccelli, o la maggior parte di essi, ci appaiono come i padroni dell’aria: la attraversano da sempre e a pochi giorni dalla nascita, la fendono, vi sfrecciano e si fidano di lei, facendosi cullare; con le ali abbracciano, accolgono e accarezzano l’aria, di cui si prendono cura; aprendo il becco, se ne riempiono e la soffiano via sotto forma di respiro silenzioso o di richiamo così intenso da attirare l’attenzione dell’ascoltatore più distratto. Proprio come saprebbe fare una sirena.

L’idea che ha dato vita a queste creature mitologiche, cantanti alate e ammaliatrici, era forse una sorta di riscatto volto a riparare, con sarcasmo, le imperfezioni umane: capaci di volare e di cantare come un usignolo, non potevano che risultare odiose e rappresentare insidie agli occhi degli eroi. Le abbiamo tormentate, trascinandole dal cielo per affogarle negli abissi, dove la bontà ha progressivamente cancellato l’arroganza, le ali hanno ceduto il posto a pinne e squame rendendole più simili a dei pesci. Tutto questo, però, non ha saputo ammutolirle, perché l’acqua non è riuscita a soffocare il canto. 

Con le nostre sole forze non saremo mai capaci di volare. È un desiderio che porteremo con noi probabilmente per sempre e che continueremo a inseguire con i frutti del nostro ingegno. Cantare, invece, ci è concesso, e non importa quali siano i risultati: comunque vada, proporre note al vento sarà come tuffarsi nell’aria ed esplorarla. La nostra voce basterà e non servirà scambiarla per un paio d’ali.  

Arie da leggere

bibliografia a cura di Ópla

L’aria è un elemento così effimero e al contempo così potente che, senza dar mostra di sé, si presta a contenere infiniti significati, offrire metafore e a far risuonare assonanze. Questa bibliografia rende omaggio alle mille sfaccettature dell’aria.

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Laboratorio

Puoi volar…

laboratorio a cura di Sara Cheveau

Anche noi umani, pur essendo privi di ali, possiamo provare
a spiccare il volo. Basta affidare alla nostra immaginazione
e alle nostre mani la creazione di una marionetta che senza
di noi non potrebbe volare!

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Non darti troppe arie!

Podcast a cura di Danilo Faravelli – letto da Costanza Faravelli 

Qual è il rapporto tra l’aria e la musica? Aria è una parola di casa tra le righe di un pentagramma. Allo stesso tempo, grazie a essa, la musica si propaga e si rende udibile. Prosegue l’esplorazione – da leggere e da ascoltare – che ondeggia tra aria e musica…

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Alcune cose curiose

 Che cos’è e come nasce una nuvola che fluttua, si dissolve e si unisce alle sue compagne nel cielo? Questo esperimento, che vi trasforma in fabbricanti di nuvole, vi farà toccare l’evanescente mondo delle nuvole.

Tutti desiderano vedere l’incontaminato azzurro del cielo, illudendosi che lì non vi sia nulla a ostacolare lo sguardo. Le nuvole, invece, sono aria che si lascia leggere e interpretare. Sono aria onesta: non meritano forse ammirazione e rispetto?

Se è vero che l’aria, vibrando, è musica in viaggio, perché non immaginare uno strumento musicale capace di trasformare in suono e melodia ogni elemento naturale?