Informazione

L’esplorazione di un tema inizia sempre mettendosi a tu per tu con il nome che lo denota. E così, come ogni volta, ho pensato e pronunciato un’infinità di volte, tra me e me e ad alta voce, la parola informazione, perché fosse lei a suggerirmi da dove cominciare, su quale sfaccettatura concentrarmi. A furia di ripeterla, però, le mie orecchie hanno iniziato a percepirla in modo strano e, da semplice sostantivo, si è trasformata in una solerte esclamazione: “in – formazione!”. Era come se la parola esortasse a mettersi sull’attenti, in posizione, pronti ad affrontare imprese ardue e impegnative; faticose, forse, e che richiedono determinazione. Come… Come l’informare o l’informarsi, per esempio. 

Dare e ricevere una notizia sono senz’altro gesti coraggiosi ed essere portavoce o destinatari di una nuova conoscenza sono azioni per le quali è necessario rimboccarsi le maniche. Decidere di comunicare un’informazione, così come scegliere di fidarsi di essa, rende inevitabile un doppio movimento, consapevole, complesso, stancante e apparentemente contraddittorio: scavare, giù, in profondità, fin dove si radica l’origine di un fatto, e risalire la corrente per giungere alla fonte, che non è mai soltanto una. Essere informati, esserlo davvero, richiede allenamento e dedizione, perché è così che ci si prepara alle imprese più epiche e avventurose. Così si è pronti a superare ostacoli, a riconoscere le insidie, a sondare e illuminare oscurità abissine; a remare controcorrente e controvento per approdare alla più affidabile sorgente.

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