Libri

Che cos’è un libro?

Piuttosto che una definizione fatta di parole, questa domanda sembra rifugiarsi in una risposta data nell’immediatezza di un’immagine. L’oggetto libro si delinea nella nostra mente assumendo i tratti caratteristici che lo rendono riconoscibile: una forma quadrangolare e uno spessore più o meno pronunciato; tratti ordinati e sparsi che compongono lettere e figure; la disponibilità a lasciarsi aprire, chiudere e sfogliare, con l’idea che sia al contempo contenitore e contenuto.

Tuttavia, i nostri pensieri non funzionano come un vocabolario illustrato, che traduce ogni nome in un’immagine calata su uno sfondo bianco e dotata di una finta tridimensionalità. Oltre a non resistere alla tentazione di collocare quel significato visibile in uno spazio più ricco e somigliante alla realtà, accade che, soprattutto quando si tratta di un oggetto, l’istinto di dipingerne l’aspetto sia pari a quello di vederlo all’opera nelle sue proprie possibilità. La domanda che chiede che cosa sia un libro porta con sé quella che spinge a interrogarsi su come si usi e cosa ci permetta di fare. Forse, è proprio questo inevitabile passaggio che mescola definizione, rappresentazione ed esperienza a colorare il quesito di partenza di sfumature più calde e personali. 

Che cos’è un libro, per me? 

Un libro è un oggetto rigido, fatto di un cartone indistruttibile, tagliato su misura per le mani di mamma e papà. Ed è un gigantesco parallelepipedo, alto come un cucciolo d’uomo, che ama farsi abbracciare.

Un libro è una dolce ninna nanna, una voce di carta, un’eco che risuona nella grotta di una stanza; è una corazza da indossare per spegnere la luce e farsi strada nei sogni.

Un libro è la solitudine che si ripara dal sole e il fuoco di un falò affollato, silenzioso e attento. 

Un libro è fatica, trepidazione e leggerezza. È nodo solenne e onda che si abbandona alla corrente. 

Un libro è mio, quando si mostra tra gli scaffali della libreria di casa o quando è stato scritto dal mio inchiostro e dalla mia immaginazione. Un libro è di tutti, se il suo tesoro non è più un segreto.

È dunque la memoria a dare corpo alle immagini che dicono che cos’è un libro. Ricordi intimi e particolari, che non hanno la pretesa di esaurire un oggetto che esisteva in un passato ben più remoto di loro. Al contrario, felici di essere incompleti, si guardano intorno, tra le esperienze altrui, per vedere che cosa non hanno vissuto e, via via, arricchiscono il loro dipinto. Non basta ancora, però. Per questo, confidano nel futuro, certi che lì incontreranno, o ritroveranno, libri che suggeriranno usi e idee diversi, vecchi e nuovi, sconosciuti e sorprendenti.


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