Ciao! Questa è FarFarFare, la newsletter che ogni mese sceglie un tema e di settimana in settimana lo esplora attraverso laboratori, attività e tanti materiali che potrai usare a tuo piacimento. 

Per di là

Intervista a Charles Fréger

Al di là del limite

Laboratorio a cura dei Ludosofici

Tra le righe

Bibliografia a cura di Libreria Zaratan

e un po’ di cose curiose che abbiamo selezionato su internet!

A volte i viaggi subiscono brusche interruzioni. 

Un sentiero che si sdoppia prende alla sprovvista e impone di fermarsi per decidere come proseguire. Il vuoto che toglie continuità al sentiero paralizza, quando si presenta sotto forma di strapiombo pronto a inghiottire il passo successivo. Una strada che si rivela chiusa o accidentata ostacola il passaggio e, lanciando segnali come se fosse in grado di parlare, invita a indietreggiare. 

In casi come questi ci troviamo in imbarazzo. Che fare ora che il percorso non è più fluido come credevamo? Increduli, ci guardiamo intorno sperando che lo spazio possa darci una risposta. Il bivio suggerisce di prendere coraggio e di affrontare l’incertezza di una strada che propone alternative scegliendone una sola. Come si reagisce, però, a un muro che rifiuta di farsi attraversare?

Rassegnati, potremmo fare qualche passo indietro, voltare le spalle a quel limite inatteso e far finta che non sia successo niente. Ricominciando a camminare, ci convinceremo che in qualche modo arriveremo a destinazione. Tuttavia, ci sono momenti in cui una strada chiusa non è solo un incidente di percorso, ma il segno di una barriera che imprigiona, una protezione soffocante o una vetrina opaca. Alla rassegnazione, già di per sé amara, si aggiunge la sensazione di essere esclusi da un mondo che si estende al di là di quel confine; mentre cresce la paura dell’ignoto, sorge il desiderio di conoscerlo e si è sempre più confusi nel tentare di capire la ragione di quel muro, sia esso fatto di cemento o da una linea appena scavata nel terreno o sulla carta. 

Tante emozioni sanno trasformare ciò che investono e se, viaggiando, capita di incrociare un freno ai propri passi o alla propria comprensione, esse, scatenandosi, fanno di quell’ostacolo una porta e cominciano a bussare, sicure che dall’altra parte qualcuno potrà aprire e dare loro spiegazioni. Che cosa ci sarà una volta varcata quella soglia? Che cosa sapranno vedere i nostri occhi? Quante mani si potranno stringere? Quanti colpi ci ritroveremo a sferrare? Quante cose ci risulteranno strane e quali, invece, riconosceremo? 

Ogni linea di confine è un sipario che, una volta aperto, svela storie che esistevano già e che sono pronte a continuare tra i posti di platea. Di fronte allo spettacolo, anche il pubblico si alza e si dirige verso il palco, incontrando le vicende e nutrendole a sua volta. Così, più che attraversata, la soglia è dissolta nelle azioni, nelle parole e negli sguardi degli interlocutori che si muovono avanti e indietro, su e giù, finalmente liberati da quell’impedimento spesso e denso, anche se sottile e impercettibile.

Ci sono strade chiuse in cui vale la pena farsi sentire. Delicatamente, chiedendo permesso. Ma animati da una curiosità tanto accesa da smuovere quel limite e spettinare quella linea di confine che, non più compatta come prima, saprà lasciar vedere, capire e respirare.

Per di là

Intervista a Charles Fréger

Dove può guidare lo sguardo curioso di chi vuole scattare una fotografia?
Quali strade si apriranno e quali mete si offriranno come sosta del viaggio?
Il fotografo Charles Fréger si spinge oltre i confini, attraversandoli
e dissolvendoli, alla ricerca di punti in comune.

Laboratorio

Al di là del limite

Laboratorio a cura di Ludosofici

Quando si intraprende un viaggio, è inevitabile imbattersi in numerosi confini. Alcuni erano prevedibili, altri del tutto inaspettati. Del resto, la stessa parola
che li denota non è così chiara: i confini sono ostacoli o opportunità?

Tra le righe

Bibliografia a cura di Libreria Zaratan

Ogni volta che si apre un libro si valica un confine, perché la lettura o anche solo l’intenzione che porta a sfogliare le pagine è un’esplorazione di luoghi sconosciuti. Dunque, che cosa ci sarà al di là di queste copertine?

  I nomadi non viaggiano: traslocano di continuo. Che cosa accade, però, se pensiamo che la nostra casa sia la nostra città? Anche se ferma, è uno spazio immenso da esplorare, che occupa tanti luoghi diversi. Perciò, anche se non potremo portarla con noi, ogni luogo che raggiungeremo nel viaggio attraverso la città in cui viviamo sarà comunque casa nostra.
Una pedalata da un punto all’altro della nostra casa città è proprio la proposta del Festival In Bici con Sofia, organizzato dai Ludosofici e Bike the City e volto alla scoperta di Milano (per ora…).

Che cosa accade quando si raggiunge una linea di confine? Prima di oltrepassarla, la si osserva, la si riconosce o la si interroga; si spinge lo sguardo un poco al di là di quel limite, vero o presunto, per vedere chi c’è o che cosa c’è dall’altra parte. La mostra allestita alla Libreria dei Ragazzi di Milanoinvita, attraverso una selezionata bibliografia, ad allenare occhi e pensieri per esplorare i confini che abbiamo intorno.

Ci sono confini mobili, che viaggiano nomadi su superfici fluide come il mare. In questi casi appare evidente che la linea che disegnano è tanto una divisione quanto un incontro: un netto trovarsi a tu per tu di colori distinti pronti a mescolarsi e dissolversi in nuove sfumature.